Come cammelli in Australia. Ecco i responsabili dell’effetto-serra.

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Come cammelli in Australia. Ecco i responsabili dell’effetto-serra.

Come cammelli in Australia. Individuati finalmente i responsabili del riscaldamento globale. La notizia dell’abbattimento di oltre 20.000 fra cammelli e dromedari nell’Australia stremata dal fuoco, che ha suscitato le ire degli animalisti è, a dir poco, tragicomica. Vediamo perché. Come salta all’occhio, i cammelli non sono fauna dell’Australia, sono stati portati lì dall’Afganistan e dalla Penisola Araba intorno alla fine del Settecento, impiegati nella costruzione di infrastrutture e al trasporto, specialmente in conseguenza della scoperta di giacimenti d’oro. Largamente sfruttati, grazie alla loro resistenza alle alte temperature e alla capacità di percorrere grandi distanze, con l’avvento dei mezzi a motore, via via inselvatichiti e abbandonati bradi, sono diventati oltre un milione: sino a questo ennesimo, drastico ma non risolutivo, sterminio. I cammelli, assetati per gli inestinguibili incendi, che hanno già ucciso più di mezzo miliardo di animali di varie specie, sono così disperati da avvicinarsi agli insediamenti urbani e rompere le recinzioni per bersi l’acqua dei condizionatori domestici. Per di più, cammelli e dromedari sembrerebbero responsabili di un’elevata emissione di gas serra, con influenza sul riscaldamento globale.

Cammelli d’Australia, tornate a casa vostra!

Viene in mente che una delle alternative sarebbe di rimandarli, almeno in parte, a casa loro, ma progetti di esportazione ai loro paesi d’origine come, ahimè, animali da carne o per le competizioni sportive, sono stati rapidamente abortiti. Piccoli tentativi di utilizzarli per il loro eccellente latte, adatto sia all’alimentazione sia alla produzione di prodotti di bellezza, sono in corso. Ma è una soluzione minuscola davanti all’entità del fenomeno. Anche gli incendi in corso in Australia sono, ovviamente, dovuti a mano umana: 180 persone arrestate, almeno per ora, ed è probabile che non siano gli unici colpevoli, dato il rapporto sfavorevole fra 180 persone e la vastità del territorio coinvolto dai roghi.

Gli accordi di Parigi, Scott Morrison e le “rette” opinioni

L’Australia, il paese ritiratosi dagli accordi di Parigi, il primo ministro, Scott Morrison, negazionista della responsabilità umana nel riscaldamento globale, hanno trovato finalmente i responsabili della siccità: i cammelli, che bevono troppo ed emettono, pare, terrificanti gas effetto-serra dal loro retto. Così questa settimana, levandosi a bordo di elicotteri, i cecchini di dromedari avranno il loro Vietnam, con tanto di rumore di pale e, magari, la cavalcata delle Valchirie di sottofondo. Inutilmente, perché il nemico, anche questa volta, sopravviverà (chiedere ragguagli agli USA). E a noi passa per la mente, e la fronte si fa pensosa, che si sta formando in questi giorni una Carovana nuova nuova, diretta in quel paese di Bengodi che è l’Iran, almeno se sei un pozzo di petrolio o il possessore del suddetto.

Una nuova carovana in partenza: condottieri e mezzi di trasporto

I cammelli furono portati in Australia dai coloni inglesi, la nuova Carovana è trainata dai coloni americani. Poi ci saranno gli alleati, i comprimari, che rischieranno sul terreno per dei pozzi di petrolio ai quali non avranno nemmeno il diritto di dissetarsi. Cani dell’ortolano, che difendono le verdure che non possono mangiare, cammelli, che non possono godere dell’oro che trasportano, resteranno raminghi e avversati in quelle regioni, come animali, appunto, non autoctoni, per almeno trent’anni. Ecco, non vorremmo che gli Italiani facessero, ancora una volta, “la fine dei cammelli in Australia”.

By |2020-01-09T16:16:31+00:00gennaio 9th, 2020|News, World|0 Comments

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