L’intelligenza artificiale (AI) è una branca dell’informatica ad ampio raggio che si occupa della costruzione di macchine intelligenti in grado di eseguire compiti che in genere richiedono l’intelligenza umana. 
 
   
L’intelligenza artificiale (AI) consente alle macchine di imparare dall’esperienza, adattarsi a nuovi input ed eseguire compiti simili a quelli umani. La maggior parte degli esempi di intelligenza artificiale di cui si sente parlare oggi, dai computer che giocano a scacchi alle auto a guida autonoma, si basano sull’apprendimento profondo e sull’elaborazione del linguaggio naturale. Utilizzando queste tecnologie, i computer possono essere addestrati a svolgere compiti specifici elaborando grandi quantità di dati e riconoscendo i modelli nei dati. 

Cos’è l’intelligenza?

Definire e classificare l’intelligenza è estremamente complicato. Le teorie sull’intelligenza vanno dall’avere un’intelligenza generale (g), a determinate capacità mentali primarie e a più intelligenze specifiche per categoria. 
Dopo la creazione della scala Binet-Simon all’inizio del 1900, i test di intelligenza, ora denominati test del quoziente di intelligenza (QI), sono la misura più conosciuta e utilizzata per determinare l’intelligenza di un individuo. 
Sebbene questi test siano generalmente strumenti affidabili e validi, hanno comunque dei difetti perché possono mancare di specificità, per esempio nel comprendere i nuovi tipi di intelligenza alla quale i ricercatori sono giunti recentemente: intelligenza emotiva, musicale, artistica, manuale, eccetera. 

Tuttavia, la discussione di cosa sia effettivamente l’intelligenza è più che aperta, con varie definizioni, che vanno dalla capacità di apprendere a quella di adattarsi all’ambiente. 

Più recentemente gli psicologi hanno generalmente convenuto che l’adattamento all’ambiente è la chiave per comprendere sia che cos’è l’intelligenza sia come funziona. L’adattamento si verifica in diversi contesti: lo studente che deve imparare una certa quantità di nozioni per superare un esame, un medico che cura un paziente che presenta sintomi non convenzionali e riesce a scoprire la malattia, un artista che rielabora l’opera per renderla più coerente. Per la maggior parte, l’adattamento implica apportare un cambiamento in sé stessi per affrontare in modo più efficace l’ambiente, ma può anche significare cambiare l’ambiente o trovarne uno completamente nuovo. 

Intelligenza artificiale: i quattro tipi  

1. Macchine reattive 
I tipi più semplici di sistemi di intelligenza artificiale sono reattivi. Non possono né imparare dalle esperienze né formare ricordi. Invece, le macchine reattive reagiscono ad alcuni input con alcuni output. 
 
Noti esempio di macchine di intelligenza artificiale sono l’AlphaGo di Google e il supercomputer per giocare a scacchi di IBM, Deep Blue, che alla fine degli anni ’90 si scontrò, con alterno successo, con il campione di scacchi Kasparov. 
 
 
Kasparov dimostrò che il computer poteva essere “confuso” sconcertandolo, cioè facendo cose imprevedibili. Deep Blue è in grado di identificare i pezzi degli scacchi e sa come si muovono ma sebbene possa scegliere la mossa più ottimale tra diverse possibilità, non può prevedere le mosse dell’avversario: in sostanza, percepisce il mondo direttamente e agisce su ciò che vede. 

2. Memoria limitata 
La memoria limitata si riferisce alla capacità di un’IA di archiviare i dati precedenti e utilizzarli per fare previsioni migliori. In altre parole, questi tipi di intelligenza artificiale possono guardare al passato recente per prendere decisioni immediate. 
 
In questa categoria i tre più significativi esempi di intelligenza artificiale sono: 

Il compito della rete generativa è di creare un’imitazione. La rete è alimentata da una serie di dati, per esempio foto di donne. Sulla base di questi dati, crea la propria foto. La rete può anche studiare quali sono le caratteristiche comuni degli originali. La nuova immagine non è quindi un duplicato di uno dei dati di partenza, ma un’opera completamente nuova, di natura simile. Nel nostro esempio rappresenta la foto di una donna inesistente”. 

3. Teoria della mente 

In psicologia, “teoria della mente” si riferisce alla capacità di attribuire uno stato mentale, credenze, intenzioni, desideri, emozioni, conoscenza, a sé stessi e agli altri. È la ragione fondamentale per cui possiamo avere interazioni sociali. 
 
Sfortunatamente, dobbiamo ancora raggiungere il tipo di intelligenza artificiale cosiddetta Theory of Mind. Sebbene, in qualche maniera, gli assistenti vocali mostrino tali capacità, è ancora una relazione a senso unico. Ad esempio, se anche gridi a Google Maps che non ti sta portando nella giusta direzione, Google Maps non mostrerà alcuna preoccupazione per la tua rabbia né ti offrirà supporto emotivo. Un sistema di intelligenza artificiale con Theory of Mind comprenderebbe che gli esseri umani hanno pensieri, sentimenti e aspettative e saprebbe regolare la sua risposta di conseguenza. 

 
4. Consapevolezza di sé 
Il passaggio finale, spesso usato in film distopici e catastrofici. Anche su questa possibilità, il dibattito è acceso, e aperto. 

Le macchine possono pensare? – Alan Turing, 1950

Meno di un decennio dopo aver sconfitto la macchina di crittografia nazista Enigma e aver aiutato le forze alleate a vincere la Seconda guerra mondiale, il matematico Alan Turing ha cambiato la storia una seconda volta con una semplice domanda: “Le macchine possono pensare?” 
 
L’articolo di Turing ” Computing Machinery and Intelligence ” (1950), e il suo successivo Test di Turing, stabilirono l’obiettivo e la visione fondamentali dell’intelligenza artificiale. L’AI è proprio la branca dell’informatica che mira a rispondere in modo affermativo alla domanda di Turing, è lo sforzo di replicare o simulare l’intelligenza umana nelle macchine. 
 
Ma proprio l’obiettivo espansivo dell’intelligenza artificiale ha suscitato molte domande e dibattiti, tanto che nessuna definizione singolare del campo è universalmente accettata. 

IA Intelligenza artificiale nel nostro quotidiano 

In realtà l’intelligenza artificiale partecipa già alla nostra vita quotidiana, basta pensare all’affidamento che facciamo sulle mappe e i sistemi di navigazione. L’intelligenza artificiale ha migliorato drasticamente i viaggi. Invece di dover fare affidamento su mappe o indicazioni stampate, ora è possibile utilizzare Waze, Google o Apple Maps sul telefono. Come fa l’applicazione a sapere dove andare? E, più ancora, decidere il percorso ottimale, accorgersi di eventuali ostacoli (incidenti, strade chiuse) e segnalare le congestioni del traffico? Non molto tempo fa era disponibile solo il GPS satellitare ma ora l’intelligenza artificiale viene incorporata per offrire agli utenti un’esperienza molto più avanzata. 
 
Utilizzando l’apprendimento automatico, gli algoritmi ricordano i bordi degli edifici che hanno imparato, il che consente una migliore visualizzazione sulla mappa e il riconoscimento e la comprensione dei numeri civici e degli edifici. All’applicazione è stato inoltre insegnato a comprendere e identificare i cambiamenti nel flusso del traffico in modo da poter consigliare il percorso che eviti blocchi stradali e congestione. 
 
Anche il rilevamento e riconoscimento facciale, per esempio l’utilizzo di Face ID per sbloccare i nostri telefoni è un esempio di intelligenza artificiale che fa parte della nostra vita quotidiana. Il riconoscimento facciale viene utilizzato anche per la sorveglianza e la sicurezza da parte delle strutture governative e negli aeroporti. 
Anche gli editor di testo o correzione automatica sono un esempio di IA nella vita quotidiana. Utilizzano l’apprendimento automatico, l’apprendimento profondo e l’elaborazione del linguaggio naturale per identificare l’uso errato del linguaggio e suggerire correzioni in elaboratori di testi, app di messaggistica e ogni altro mezzo scritto.  
Non si possono non citare gli algoritmi di ricerca e raccomandazione: quando vuoi guardare un film o fare acquisti online, gli articoli che ti vengono suggeriti sono spesso in linea con i tuoi interessi o ricerche recenti perché questi sistemi di “raccomandazione” intelligenti hanno appreso nel tempo il tuo comportamento e i tuoi interessi seguendo la tua attività online.  
Anche le chatbox sono sempre più diffuse e popolari: gli algoritmi programmati consentono alle macchine di rispondere alle domande più frequenti, prendere e tenere traccia degli ordini e chiamare direttamente. Alle chatbot viene “insegnato” a impersonare gli stili di conversazione dei clienti attraverso l’elaborazione del linguaggio naturale (NLP). Le chatbot più avanzate possono rispondere a domande complesse che richiedono risposte dettagliate.  

Possiamo poi ricordare gli assistenti digitali, sempre più diffusi, la presenza dell’AI nei social media, che monitora i contenuti, suggerisce connessioni e offre annunci pubblicitari a utenti mirati. Infine, i pagamenti elettronici, fondati su algoritmi intelligenti, hanno reso possibile effettuare depositi, trasferire denaro e persino aprire conti da qualsiasi luogo, sfruttando l’intelligenza artificiale per la sicurezza, la gestione dell’identità e i controlli della privacy.