Che cos’è precisamente un elevator speech? Perché oggi definiamo elevator speech anche presentazioni articolate fatte con una serie di slide che certo non durano i canonici 30 secondi. Come tecnica di comunicazione, l’elevator speech prevede che si possa spiegare la propria attività o la propria professione nello spazio di quattro o cinque piani di ascensore ad un potenziale ascoltatore che ti chieda: “Lei di cosa si occupa?”.  

Pur sembrando la domanda più banale del mondo, se provate a rispondere sinteticamente vi renderete conto che in realtà non siete stati capaci di spiegare le sfumature del vostro lavoro e che vi siete tenuti sul generico: sono un ragioniere, mi occupo di social media, eccetera. 

Questo perché siamo abituati a pensare al lavoro in funzione di ruolo e non di problema e soluzione. 

 

Alt text: Elevator speech: sulla bocca di tutti. Un modello reale 

La tecnica dell’elevator speech ha la caratteristica unica di indurci a focalizzare l’attenzione sul problema o necessità che qualcuno (il target) ha o può avere e che noi possiamo risolvere. Su questo assunto si basano le presentazioni ispirate all’elevator speech vero e proprio, che concentrano progetti articolati proprio sul valore dell’idea/progetto per risolvere i problemi del target.  

 È chiaro che la presentazione di un progetto articolato non può durare 30 secondio meglio, le slide possono anche essere lette in trenta secondi ma toccherà poi a chi le presenta renderle più chiare all’ascoltatore. 

 Immaginiamo quindi di dover presentare la nostra attività con un autentico elevator speech di 30 secondi e di rispondere alla domanda: “lei di che cosa si occupa?”.  Chi scrive potrebbe rispondere: sono un content writer che, attraverso lo studio di ambiti specializzati, è capace di scrivere blog specialistici per le aziende che non hanno un copy writer interno”. 

Si poteva semplicemente rispondere “sono un content writer”: invece abbiamo posto l’accento sulla specialità di localizzare, studiare, approfondire e poi scrivere di argomenti anche molto specialistici, risolvendo quindi un problema alle aziende medio piccole. 

 

L’elevator speech a slide 

Si parla in genere di una decina di slide. È importante curarne l’aspetto, scegliendo temi visivi coerenti e immagini appropriate. L’insieme deve essere elegante e smart. 

La prima slide presenterà il titolo del progetto, in poche parole, e il nome dell’autore, cioè di chi parla: pensiamo a un elevator speech da dieci secondi. Nella sintesi ci può aiutare una fotografia concettualmente esplicita. 

Segue poi la slide che è il core dell’intero elevator e cioè la value proposition: quali sono il valore e la caratteristica unica della proposta per risolvere un determinato problema e a chi. La value proposition deve quindi evidenziare l’unicità dell’idea/soluzione al problema. Anche questa slide deve essere di facile e veloce lettura, con un’immagine che sappia sostenerne la logica. Lo stile deve illustrare la magiail pensiero, l’intuizione dietro l’idea, illuminandola di uno spessore mitico, magico, ma non deve essere mai troppo lunga: bisognerà cercare le parole giuste, le parole “illuminate”. 

La slide successiva spiegherà il modello di business ovvero come pensate di farvi pagare per la vostra soluzione e da chi, cioè come far entrare nelle vostre tasche i soldi che sono nelle tasche altrui, ovvero come convincere il target a darti i suoi soldi. 

Segue una slide dedicata alla strategia di marketing che sarà utilizzata per raggiungere il proprio target.  

La slide successiva sarà dedicata all’analisi dei competitor, molto sintetica e realizzata preferibilmente con grafici e infografiche: non dilungarsi troppo portare molti numeri e poche parole. 

Seguirà la slide dedicata allo staff con nome e qualifica dei vari membri del team: l’esperto di marketing, il social media manager, il professionista dell’IT, eccetera. 

Infine, l’ultima slide presenterà una proiezione a tre anni del progetto, comprendendo metriche differentinumero di clienti raggiunti nei vari step temporali, obiettivi di incasso, tasso di conversione e così vianella maniera più schematica possibile. 

 

In conclusione: cos’è davvero un elevator speech? 

È chiaro che questo elevator speech non è un vero elevator speech e, anzi, necessiterebbe di un elevator speech nel caso doveste presentarlo in un ascensore, cosa che probabilmente non capiterà. 

Il concetto di elevator speech, indipendentemente dal mezzo che userete per spiegare il vostro progetto, insegna a ragionare in termini di problema/soluzioneÈ un modo sintetico ed efficace di presentare un progetto concentrando la propria attenzione sull’unicità della proposta e sulla soluzione di problemi reali di un target reale. Tanto più la proposta susciterà un’idea di innovazione e funzionalità, e di conoscenza pratica del problema, tanto maggiore sarà la sua capacità persuasiva. 

Ma la narrazione dell’ideaper imprimersi nella mente degli ascoltatori, deve cercare di cogliere la magia del progetto: chi sa davvero creare elevator speech sono in genere gli storyteller, capaci di unire immagini e parole per conferire loro una sorta di risonanza mitica, che parli all’emotività degli ascoltatori, come descrivere un lungo viaggio, o raccontare unfavola a lieto fine