Clown, vi terrorizzano? Ebbene, sappiate che ben due star di Hollywood, al di sopra di ogni sospetto, Si tratta di Johnny Deep, uno degli attori più significativi di questa generazione, attore multiforme e trasformista, dal pirata svitato in Pirati dei Caraibi al recentissimo ruolo (gli arriverà finalmente l’Oscar?) del giornalista fotografo W. Eugene Smith, rinomato per i suoi reportage pubblicati sulla celebre rivista Life, dedicato alla sua indagine sulla diffusione di rifiuti tossici in Giappone.  

L’altro è Daniel Radcliffe, l’amatissimo Harry Potter. Questa fobia, più diffusa di quanto non si creda si chiama coulrophobia e, in genere, è estesa a tutte le maschere, alle bambole e ai mimi. Verrebbe facile pensare che, in giovinezza, qualcuno sia stato letteralmente terrorizzato dal pagliaccio cattivo di IT, oppure abba visto troppo crime, e conosca la losca figura del serial killer clown, John Wayne Gacy che, mentre si prodigava, si fa per dire, come uno dei più prolifici assassini di bambini e ragazzini di tutti i tempi, divertiva i bimbi alle festicciole scolastiche nei panni di un clown, per la verità dall’aspetto piuttosto inquietante, anche per un clown. 

Da cosa deriva il terrore dei clown e delle bambole/maschere? La coulrofobia si sviluppa nell’infanzia, di solito entro i sette anni, ma può durare o manifestarsi in età adulta. Alcuni studiosi sostengono che la paura dei clown può dipendere da un’esperienza traumatica vissuta durante l’infanzia, come una particolare vicenda durante uno spettacolo al circo o lo spavento provocato dalla vista di un quadro o un film con un pagliaccio, magari dimenticata. È infatti indiscutibile che la mascheratura eccessiva dei tratti del viso può causare diffidenza, specialmente in un bambino, per il quale la decodifica dei volti familiari è fondamentale per comprendere emozioni e intenzioni. 

Fobie comuni e fobie curiose   

Un’altra fobia piuttosto curiosa è sicuramente quella per i maiali: ne soffre Orlando Bloom, il coraggioso elfo Legolas de Il Signore degli Anelli e bellissimo Paride in Troy, che però non specifica se il terrore è solo rivolto all’animale vivo o anche alle costolette: è probabile che solo il povero suino vivo e vegeto sia oggetto di questo terrore. 

Il terrore per gli uccelli è sicuramente uno dei più diffusi: sia che abbiamo visto il film di Hitchcock sia che siamo spaventati e disgustati dalle piume, dalla capacità degli uccelli di sorprenderci da dove non ci aspettiamo, cioè dall’alto, sia che invidiamo loro la possibilità di volare, gli uccelli sono l’incubo, per esempio, di Jennifer Aniston.  I pennuti occupano uno spazio che l’uomo non occupa, spiega Focus, sono quasi incorporei ma hanno un becco che viene vissuto come aggressivo. Soprattutto sono mobili e imprevedibili, non possono essere controllati. La paura dei pennuti coincide appunto con la paura di essere attaccati da qualcosa di imprevedibile e incontrollabile. L’animale più spesso temuto è il piccione, soprattutto in stormi. Visto che i piccioni si incontrano generalmente negli spazi urbani aperti, la paura dei pennuti si associa a volte all’agorafobia (paura di attraversare spazi aperti). 

Abbastanza divertente la fobia di Matthew McConaughey, che è terrorizzato dalle porte rotanti, probabilmente per il timore di esserne inghiottito e ancora più stravagante quella di Billy Bob Thornton, ex marito di Angelina Jolie, che non può stare in stanze con mobili più vecchi degli anni ’50. 

Piuttosto diffusa è anche la fobia degli insetti: Nicole Kidman, però, è terrorizzata solo dalle farfalle: curioso, perché afferma che topi e serpenti non le fanno caldo né freddo. 

Un’altra fobia vip è quella per gli gnomi da giardino: ne soffre Emily Blunt. Madonna ha terrore dei tuoni, Christina Ricci delle piante da appartamento. 

Fobie poco conosciute 

L’Ergofobia è la paura del lavoro o del posto di lavoro. Gli psicologi credono che sia una combinazione di paure come fallire nei compiti, ansia sociale e parlare in pubblico. La ​sonnifobia, conosciuta anche come ipnofobia, è la paura di addormentarsi. Spesso si tratta di persone che temono il di perdere il controllo oppure che hanno paura degli incubi. si sentono come se stessero perdendo il controllo e si sa che anche gli incubi sono la causa. 

La chetofobia è la fobia per i capelli staccati dal corpo, altri possono essere terrorizzati dai peli sui propri corpi. 

​L’Oikofobia è la paura delle case, dell’essere in una casa, dell’ambiente domestico e di alcuni oggetti casalinghi come il tostapane, il forno, il frigorifero o la lavastoviglie. 

La Panfobia è un grave disturbo che riguarda la condizione di temere tutto ed è spesso descritta come il timore costante di un “male sconosciuto vago e persistente”. 

Infine, l’ablutofobia, il timore di lavarsi (devono soffrirne in molti) ed è la paura persistente, anormale e ingiustificata di fare il bagno, lavarsi o pulire. 

Che cos’è la tripofobia, fobia nata dal web 

Infine, una fobia curiosa e inquietante, la tripofobia: il termine è stato coniato nel 2005 e si riferisce alla parola greca “trýpa”, che significa “buco” o “perforazione” e “phóbos”, cioè “paura”. Nella letteratura scientifica, le prime descrizioni del disturbo risalgono al 2013. 

Nella tripofobia l’esposizione allo stimolo fobico suscita forte disagio, ansia o disgusto, fino a provocare panico, nausea e brividi; questa sensazione può essere enfatizzata quando dai buchi fuoriesce qualcosa (come, ad esempio, un seme o un insetto). 

La fobia e la repulsione provocata da qualsiasi pattern costituito da figure geometriche ravvicinate, spiega Unobravo. A scatenare la paura sono soprattutto i buchi, ma possono anche essere piccoli rettangoli, cerchi convessi o altre particolari forme che si ripetono. I sintomi sono mal di testa, prurito e attacchi di panico. 

Secondo alcuni studi scientifici, la tripofobia deriverebbe da una reazione di difesa inconscia ed istintiva, ereditata dai nostri antenati, nei confronti di pattern presenti sul corpo di alcuni animali velenosi (come i serpenti) o di cavità in natura che possono nascondere un pericolo (es. nidi degli imenotteri). Altre ricerche sostengono, invece, che la tripofobia sia correlata alla repulsione nei confronti delle malattie infettive e dei parassiti. 

I mal di testa sono causati generalmente dalla nausea, mentre il prurito è stato riscontrato in soggetti che avevano osservato immagini di fori sulla pelle, come nel caso della lotusboob, un fotomontaggio apparso su internet che ritrae dei semi di loto sul seno nudo di una donna. Gli stimoli fobici possono essere bolle, piuttosto innocue, buchi o particolari pattern, per esempio quello della trippa, oggettivamente un po’ disgustoso, pori della pelle fotografati molto da vicino, alcuni tipi di frutta, per esempio le fragole che, viste in macro, hanno effettivamente un aspetto inquietante. 

Quanto a internet, a seguito della Lotus boob, si è scatenata una vera e propria corsa alla pubblicazione di immagini “trigger”, cioè immagini che possono scatenare una reazione fobica quindi, i malcapitati che vi si imbattono vedono l’oggetto della loro particolare fobia moltiplicato, sempre più aggressivo e, quindi, sempre più ansiogenizzante. In generale, Internet, per la sua immensa diffusione, è lo strumento ideale per creare ansie e fobie, che si diffondono a macchia d’olio, come veri e propri virus. 

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