Gattini, perché impazzano sul web

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Gattini, perché impazzano sul web

È del tutto inspiegabile questa indiscutibile gatto-mania sul web? Perché sono così presenti sui social network, su YouTubetrasformati in gif animate e in meme (famosissimi quelli del grumpy cat, il gatto ingrugnito). I gatti popolano quasi ogni angolo di Internet. 

Molti esperti, social media manager, web master, content writer fanno fatica a comprendere questa invasione. 

Cos’hanno i gatti in più rispetto ai cani? Perché si prestano così bene ai meme? Perché esistono centinaia se non migliaia di gruppi loro dedicati tanto che “gattini” è diventato un modo di dire ironico per definire un contenuto web leggero, di poco conto? 

Secondo un divertente articolo apparso su Fastweb nel 2015, e relativamente al Regno Unito, gli inglesi condividono più foto di gatti che selfie: 3,8 milioni contro 1,4 milioni. Non solo: scorrendo tra i dati si scopre che il 40% dei contenuti è creato con lo smartphone, mentre più di 350mila padroni di gatti ammettono di aver creato un account social (Facebook, Instagram o Twitter) per i propri amici a quattro zampe.  

Venendo all’Italia, Petsblog riferisce che nel 2019 l’Italia è seconda in Europa per animali domestici, con una presenza nel 52% delle abitazioni italiane. Sono particolarmente presenti nelle case di chi si è separato o ha divorziato, con una percentuale del 68%, e nelle case di chi è single, con una percentuale del 54%. In Italia vivono 53,1 animali da compagnia ogni 100 abitanti. Siamo secondi solo all’Ungheria (54,2 ogni 100 persone), ma arriviamo prima di Francia (49,1), Germania (45,4), Spagna (37,7) e Regno Unito (34,6). 

Ma ciò che più conta, recentemente i gatti hanno superato i cani nelle famiglie italiane, attestandosi a circa 7,5 milioni contro i sette milioni di cani, ma va anche detto che i cani sono registrati (non sempre ma la legge lo impone), i gatti, no, quindi il numero potrebbe essere anche maggiore. Fra l’altro, la tendenza è quella di tenere un solo cane ma più gattil’Italia è diventata un paese gattofilo.  

questo spiegherebbe in parte la nascita dei tanti social network legati a loro. 

Gattini: sono più divertenti dei cani? 

gatti sono molto espressivi; il loro miagolio può assumere sfumature infinite. Ci sono proprietari che giurano che il loro gatto dice mamma o papà. Su YouTube esistono intere collezioni di video con gatti che parlano fra di loro (in lingua umana), gatti che fanno fare magre figure ai cani, gatti coraggiosi che sfidano animali più grandi o pericolosi. 

Un successo enorme hanno avuto i video dei gatti veterani, magnificamente doppiati dal comico Davide Mariani, che sono diventati addirittura una serie con titoli come “Gatti veterani: fottuta liberta”“Gatti veterani: la fuga”, “Gatti veterani: salvate il Soldato Johnny: li trovate a questo indirizzo https://www.bing.com/videos/search?q=youtube%20gattiveterani&qs=n&form=QBVDMH&sp=-1&pq=youtube%20gattiveterani&sc=2-21&sk=&cvid=35F77BF150E34A6C96E21A8D3B2EBC41 

I gatti sono magnifici soggetti per la videocamera perché possono assumere posizioni impossibili, si infilano ovunque, si nascondono, saltano, sbagliano, cadono, scivolano. Insomma, sono dei perfetti artisti da circo. 

Le loro espressioni, qualche volta inspiegabili, qualche volta allucinate, le reazioni acrobatiche e improvvise a provocazioni che parrebbero innocue, come presentare loro un cetriolo, che da vita a salti all’indietro, scalate di muri e talvolta a quello che viene definito giro della morte, quindi corsa su muro e soffitto, non possono lasciare indifferenti. 

Sono meravigliosi, sono magnetici, fanno ridere. 

E già questo spiegherebbe l’enorme successo in una società, e in un ambito specifico, basato sul potere delle immagini. 

Tuttavia, il culto dei gatti ha una storia. Tralasciando l’antico Egitto, i dipinti cinesi, le xilografie giapponesi o l’Ukiyo-e (“immagini del mondo fluttuante”un genere dstampa artistica giapponese su carta, impressa con matrici di legno, fiorita nel periodo Edo, tra il XVII e il XX secolo.), hanno rappresentato l’iconografia felina per centinaia di anni, che mostrino semplicemente i gatti in ambienti domestici che esplorino la relazione tra i gatti e le loro proprietarie, suggestive figure femminili. Oltre a queste rappresentazioni quotidiane, le xilografie spesso mostrano felini vestiti che si comportano come persone. Questi gatti personificati offrono una svolta comica sia all’arte del gatto sia alla pratica Ukiyo-e.  

I gatti sono protagonisti anche delle stampe della Belle Epoque. Non solo ballerindi can-can, scene di caffè e bistrot: i poster francesi di fin de siècle presentano anche tanti felini e queste immagini adornano e pubblicizzano dai cabaret ai cibi, dove il gatto assurge a simbolo della vita casalinga, della genuinità, dei mangiarini debuon tempo andato. 

La vera e propria idea del lolcate, però, quindi della foto di un gatto con una didascalia umoristica, nasce intorno al 1870, con il lavoro del fotografo britannico Harry Pointer, seguito nel 1900 circa dal fotografo americano Harry Whittier Frees, che realizzava cartoline di gatti con didascalie spiritose
Il primo meme di gatto di Internet conosciuto era in realtà una GIF animata pluripremiata di Hirose Takuro intitolata CatBread (o Kitty Loaf), inizialmente il personaggio del libro per bambini Catbread and Cardboard Box (猫パン  だんぼーる君, auto-pubblicato tramite la sua pagina web e, secondo l’autore, originariamente realizzato utilizzando un’applicazione web dalla società di stampa Hewlett-Packard. Negli anni, è diventato un avatar nei forum di discussione online.  

Vi ricorda qualcosa? 

                 

I gatti sono, insomma, la tempesta perfetta per la popolarità sul webla loro espressività, la loro emotività, il fascino dei corpi, atletici e aggraziati, gli occhi scintillanti, la mobilità del muso, delle orecchie, dei baffi, costituiscono una magnifica tela su cui inventare storie e parole. 

By |2020-11-23T09:42:10+00:00novembre 23rd, 2020|News|0 Comments

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