Narrazione multimediale: quando i media si coordinano per raccontare storie

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Narrazione multimediale: quando i media si coordinano per raccontare storie

Esiste una tendenza ormai ampiamente diffusa nella cultura contemporanea: si chiama cultura convergente. Cosa significa? Che la diffusione dei social media ha trasformato il modo di pensare dell’industria culturale e non, nel momento in cui il “consumatore” e il “produttore” di notizie sono ormai sullo stesso piano appunto perché, tutti i livelli, il presupposto è che i consumatori diventeranno partecipanti attivi.

Ma non solo: l’iperconnessione, caratteristica soprattutto delle generazioni che questi media li hanno incontrati quando già le loro potenzialità erano sviluppate, permette al destinatario presunto, che chiameremo più propriamente narrazione, di incrociare la narrazione in vari “punti d’incontro”: i social, certo, ma non solo, perché comunque chi vuole comunicare lo fa non solo sui social ma su altri media più tradizionali. Parliamo quindi di multimedialità, di una storia o un racconto che dir si voglia che si dispiega sui vari mezzi possibili: le stories di Instagram privilegeranno l’aspetto visivo, Facebook il dialogo, YouTube narrazioni più lunghe e complesse per arrivare al nuovissimo Tik Tok, capace di concentrare una storia in pochi secondi.

Attraverso il concetto di Multicanalità si approda alla Crossmedialità, scrive Marco Minghetti , cioè la possibilità di una storia di passare da un media all’altro dispiegando su ogni mezzo e attraverso le sue specifiche caratteristiche l’informazione o racconto.

Il punto d’arrivo più evoluto è la transmedialità che consiste nel creare una storia che nasca per usare media diversi e, attraversi questi media, sviluppare diversi punti di vista della narrazione, che non hanno direttamente a che fare con la storia principale, creare storie laterali, proporre all’utente di partecipare alla storia e di modificarla, secondo il concetto di co-creazione.

La narrazione transmediale

Uno degli esempi classici di narrazione transmediale è il film Matrix. Matrix è intrattenimento per l’era della convergenza dei media, che integra più testi per creare una narrazione così ampia che non può essere contenuto in un singolo supporto. Le informazioni chiave vengono trasmesse attraverso tre film d’azione dal vivo, una serie di cortometraggi animati, due raccolte di storie di fumetti e diversi videogiochi. Non esiste una sola fonte dalla quale trarre tutte le informazioni necessarie per comprendere l’universo Matrix appunto perché quello di Matrix è un universo che si dispiega attraverso le diverse esperienze che se ne fanno. Simile è la saga dei Pokémon: ogni bambino può raccogliere informazioni da vari media, e arriverà a conoscenze personali basate sulle sue esperienze perché quelle di un altro bambino possono essere completamente diverse.

Strategia per la narrazione multimediale d’impresa

Quando parliamo di strategie di marketing per le aziende, possiamo concepire la narrazione come una trasmissione di valori. I soggetti economici non cercano più di vendere un prodotto o un servizio mediante una pubblicità ma mirano a creare un universo simbolico dotato di significato. Il marchio è un dispositivo in grado di produrre un discorso, una narrazione, una storia, dargli un significato e comunicarlo al pubblico. Il pubblico potrà accettare o non accettare questi valori, ma se li accetta, entra a far parte del mondo di quel marchio.

I marchi sono quindi “mondi narrativi” e producono narrazioni

È evidente da quanto detto in precedenza che un’azienda che voglia comunicare a questo mondo di wearable tecnology e di iperconnessione, addirittura in questo mondo in cui la narrativa personale è diventata così importante che le aziende devono tenerne conto, creando per esempio appositi spazi per gli utenti che vogliono contribuire alla co-creazione del marchio, dovrà sfruttare al meglio le possibilità offerte dai new media. Conoscerli a fondo è fondamentale.

Lo storytelling multimediale approfitterà di questa conoscenza per sfruttarne le potenzialità di dialogo col pubblico. In un intenso rapporto di co-creazione, imparerà dai valori del pubblico, si farà influenzare nelle sue strategie di marketing e produrrà narrazioni coerenti con le nuove strategie coordinate secondo i valori, i significati che si è attribuita.

Un marchio non è qualcosa di fisso ma una storia in continuo movimento ed è formato dalla storia aziendale, dalle decisioni presenti e dalla visione del futuro. I new media sono perfetti per articolare questa storia arricchendola di immagini, video, discorsi che siano coerenti fra di loro e che, insieme, creino la grande narrazione, il mondo narrativo che è implicito in ogni marchio vero. Cioè un’identità, una storia, un futuro.

By |2020-06-09T09:39:34+00:00maggio 25th, 2020|Lavori, News, Photo, Videos, World|0 Comments

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