Sostenibilità: i pannelli isolanti in fibra di canapa

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Sostenibilità: i pannelli isolanti in fibra di canapa

Canapa: mai una pianta ha visto tanta polemica, tante leggi, tante opposte opinioni come la canapa, che è, in sostanza, una specie del genere Cannabis, una pianta che può raggiungere i cinque metri di altezza, coltivata soprattutto per uso tessile o anche edile, per la produzione di carta ed in campo medico.  

La coltivazione della Canapa (Cannabis Sativa L.) ha un’antica tradizione in Italia ed in Europa. Negli Stati Uniti venne introdotta dagli immigrati messicani e finì per essere considerata il simbolo delle minoranze etniche, molto malviste dagli americani, tanto da essere considerata la droga dei killer. Nel 1937, il presidente degli USA Franklin D. Roosevelt firmò il Marijuana Tax Act, che rese illegale la canapa (anche quella industriale e medicale) in tutti gli Stati Uniti d’America. 

Dalla demonizzazione alla proibizione il passo fu relativamente breve: partì in America agli inizi del XX secolo e si diffuse in tutto il mondo, con l’entrata in vigore, nel 1938 della Convenzione Internazionale sull’oppio, che incluse la cannabis alle sostanze stupefacenti proibite. 

Nel 1961, la Convenzione internazionale sull’oppio venne sostituita dalla Convenzione unica sugli stupefacenti, il primo trattato internazionale a proibire ufficialmente la cannabis. 

Di recente, però, la coltivazione è stata nuovamente legalizzata, in Italia dal 2016, a fronte di alcune condizioni: ma ad interessarci è che l’obiettivo della legge è quello di sostenere e promuovere la coltivazione e la filiera della canapa quale coltura in grado di contribuire alla riduzione dell’impatto ambientale in agricoltura, alla riduzione del consumo dei suoli e della desertificazione e alla perdita di biodiversità, nonché come coltura da rotazione. 

La convenienza ecologica ed economica della sua coltivazione e lavorazione sta nel fatto che tutte le parti della pianta trovano utilizzo in diverse applicazioni. In particolare, le fibre più lunghe sono destinate al settore tessile, quelle corte al settore industriale e della bioedilizia. 

Tra i vantaggi agronomici della coltivazione della canapa emergono:  

  • la capacità di ostacolare la crescita di malerbe (capacità rinettante) e la conseguente riduzione dell’uso di pesticidi 
  •  la capacità di migliorare la qualità del terreno, grazie alle sue radici profonde e sottilmente ramificate 
  • la capacità di aumentare la quantità di carbonio nel suolo, riducendo la necessità di ricorrere a concimazioni 
  • la capacità di rendere possibile il recupero di suoli contaminati, essendo in grado di assorbire sostanze inquinanti presenti nel terreno. 

Tra i vantaggi ambientali dell’uso della canapa va segnalato che: 

  • produce ossigeno ed assorbe dall’atmosfera grandi quantità di CO2 
  • è una fibra naturale completamente rinnovabile 
  • è una coltura a basso input energetico; 
  • è un materiale vantaggioso dal punto di vista ambientale, infatti se si considera la CO2sequestrata dalla pianta in fase di coltivazione, la sua impronta di carbonio è prossima allo zero (0,138 Kg di CO2eq); 
  • è classificabile come rifiuto speciale non pericoloso, recuperabile per il riciclo o per il riuso, se non inquinato da altri materiali. (fonte Fonti Rinnovabili). 

Oltre ai vantaggi per l’agricoltura, è stato dimostrato che la canapa è una grande risorsa utilizzata nella produzione di tutto, dai vestiti alla corda, ai pannolini, alla crema solare al latte. La canapa industriale non è inebriante (meno dello 0,3% di THC) e può essere coltivata come materiale rinnovabile. 

Quindi, anche se in Italia è sottoposta a un doppio regime normativo è considerata pianta agricola e industriale. 

I pannelli isolanti tradizionali 

In edilizia ci sono quattro tipi di isolamento standard: sfusi/soffiati, mazzette, pannelli in schiuma e spray e sono tutte queste le alternative che la canapa deve proporre.  

L’isolamento prodotto dalla canapa può essere considerato un’imbottitura e una schiuma e questa versatilità è un grande vantaggio. Il materiale attualmente più popolare sono i fasci di fibra di vetro o lana minerale tenuti insieme con adesivi. Le mazze in fibra di vetro hanno un valore R (r value, cioè la resistenza termica) compreso tra 2,9 e 3,8: in questo senso, le falde in fibra di vetro e la canapa offrono prestazioni molto simili. Tuttavia, il valore u (trasferimento di calore) dei pannelli in fibra di vetro è solo 0,05 per 15 centimetri circa. Un batuffolo di fibra di vetro standard è spesso circa 9 centimetri, quindi bisognerebbe sovrapporne due e arrivare ai venti centimetri per ottenere lo stesso valore u della canapa. 

Inoltre, la fibra di vetro assorbe la condensa e poi la trattiene, il che porta alla crescita di muffe. Pertanto, anche i materassini in fibra di vetro scoperti necessitano dell’installazione di una barriera al vapore.  

Il vantaggio più significativo della canapa rispetto alle falde in fibra di vetro è quello ambientale. Piccole schegge di vetro (come suggerisce il nome) costituiscono la maggior parte dell’isolamento in fibra di vetro. Tuttavia, altri agenti leganti includono sabbia silicea, calcare, carbonato di sodio, borace, alluminio, feldspato e altro. Non solo questi prodotti sono pericolosi da inalare ma aumentano l’energia consumata necessaria per processo di fabbricazione.  

L’altro prodotto isolante più spesso utilizzato oltre alle falde in fibra di vetro è il pannello in schiuma. Il polistirene espanso, o polistirolo, ha un valore R da 3,6 a 6+ per 2,5 centimetri circa. 

La schiuma è rigida, quindi rimane in posizione, ma ciò significa anche che è più difficile lavorare intorno a prese, tubi e fili. Il pannello in schiuma rigida è più resistente all’umidità di quasi tutti gli isolanti e alcuni prodotti hanno una pellicola riflettente, installata per ridurre ulteriormente l’assorbimento di calore. Ancora una volta, però, l’impatto ambientale della produzione di schiuma è molto più inquinante della produzione di isolanti in canapa: la schiuma, infatti, contiene clorofluorocarburi, che contribuiscono alla riduzione dell’ozono e al riscaldamento globale. Alcuni tipi di isolamento in schiuma, come quello fenolico, non vengono più prodotti a causa dei danni all’atmosfera.  

Le altre due categorie di isolamento, oltre alle falde e alla schiuma, sono a riempimento libero e a spruzzo. L’isolamento a riempimento è costituito da piccole particelle di fibra e schiuma, tra le altre cose nocive da inalare una volta installate. La schiuma spray o la schiuma di poliuretano spray (SPF) crea la tenuta più ermetica di qualsiasi altro isolamento ma lo spray rilascia vapori e aerosol durante l’installazione. 

Panelli isolanti in canapa: i vantaggi 

Quali sono i vantaggi della canapa? La canapa è un materiale isolante ecologico e quindi molto rispettoso dell’ambiente; oltre a questo, questo materiale ha molti altri vantaggi:  

  • è completamente riciclabile  
  • non irrita la pelle o i polmoni  
  • non contiene sostanze nocive  
  • è protetta da muffe e batteri  
  • i pannelli isolanti non hanno alcun odore 
  • offre un buon isolamento termico e acustico 
  • durante il processo di produzione utilizza poca energia  
  • è un materiale sostenibile e che regola l’umidità  

Un’unica negatività: se c’è troppa umidità, le proprietà isolanti della canapa possono essere influenzate in modo negativo. 

Tuttavia, ci sono ancora parecchi ostacoli da superare per quanto riguarda la coltivazione e la coltivazione della canapa tanto che molti appaltatori si attengono allo status quo dell’isolamento in fibra di vetro e schiuma. Eppure, lavorare con la fibra di vetro spiacevole, questo perché le fibre che compongono l’isolamento in fibra di vetro sono abrasive e irritano la pelle, provocando eruzioni cutanee pruriginose. Si ritiene anche che respirare la fibra di vetro possa essere cancerogeno. Nonostante ciò, la fibra di vetro l’isolante di prima scelta perché è economica e facile da lavorare. Eppure, se si guarda a nuove costruzioni ecologiche, e in considerazione del fatto che passiamo molto tempo nelle nostre abitazioni e i materiali che ci circondano sono importanti. 

L’isolamento in canapa è un materiale composito ma molto ecologico. Invece di essere costituito dal 51% di fibre vegetali e dal 49% di plastica e prodotti chimici, l’isolamento in canapa contiene fino al 92% di canapa e circa l’8% di fibre di poliestere. Leganti atossici e trattamento antincendio costituiscono il resto del composito. Le mazzette sono spesse (da 9 a 14 centimetri) e comprimibili, quindi assomigliano più agli isolanti che si rovano, per esempio, negli studi di registrazione insonorizzati rispetto ai più sottili pannelli in fibra di vetro che si usano nelle case. 

A fronte di tutti questi vantaggi ci sono però ragioni legittime per credere che gli isolanti in canapa potranno battere quelli in fibra di vetro in breve tempo.  

In Italia esistono già svariati produttori come i panelli fonoisolanti in fibra di canapa ISOLKENAF, i pannelli di Edilcanapasrl, i pannelli della Edilcanapasrl.it, i pannelli Ton-Gruppe, i pannelli PANEL FLEX per intercapedini, pannelli Naturtherm CA, da filiera agro-industriale a basso impatto ambientale. 

 È sufficiente cercare su Google “Isolanti in canapa” per trovare una moltitudine di soluzioni. I prezzi non sono bassi ma d’altra parte è così importante vivere in ambienti nei quali i materiali impiegati siano ecologici, sostenibili e non dannosi per la salute che sicuramente vale la pena di fare un piccolo investimento in salute. E con un sorriso al pianeta. 

By |2021-09-13T15:49:53+02:00Agosto 30th, 2021|News, World|0 Comments

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