Storia della sezione aurea (parte I)

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Storia della sezione aurea (parte I)

Sezione aurea: se ne parla in uno spot pubblicitario che sta passando con grande frequenza in televisione. La pubblicità scomoda anche Leonardo da Vinci per pubblicizzare un’auto che dovrebbe rispondere alla proporzione aurea. Anche se lo sport non spiega in alcun modo come è stata concepita questa sezione aurea nella progettazione dell’auto, è probabile che molti si siano incuriositi. Ecco perché scegliamo di parlare di questa specie di prodigio matematico che uniforma molteplici forme naturali e artefatti. 

Ma cos’è la sezione aurea? 

Mentre la proporzione conosciuta come la media (sezione, proporzione) aurea è sempre esistita in matematica e nell’universo fisico, non si sa esattamente quando sia stata scoperta e applicata per la prima volta dall’umanità. È ragionevole presumere che sia stata scoperta e riscoperta nel corso della storia, il che spiega anche perché viene indicata con nomi diversi

L’uso in architettura risale probabilmente agli antichi egizi e greci e sembra che gli egizi possano averla usata nella progettazione delle Grandi Piramidi.  

Anche il progetto del Partenone potrebbe essere stato concepito su questa proporzione, ma si tratta di congetture. 

Fidia (500 a.C. – 432 a.C.), scultore e matematico greco, studiò la proporzione aurea e la applicò alla progettazione di sculture per il Partenone.  

Platone (circa 428 a.C. – 347 a.C.), nelle sue opinioni sulla scienza naturale e sulla cosmologia presentate nel suo “Timeo”, considerava la sezione aurea la più vincolante di tutte le relazioni matematiche e la chiave della fisica del cosmo.  

Euclide (365 a.C. – 300 a.C.), in “Elementi”, si riferiva alla divisione di una linea nel punto 0.6180399… come “divisione di una linea nel rapporto estremo e medio”.  

Questo, in seguito, ha dato origine all’uso del termine media nella media aurea. Ha anche collegato questo numero alla costruzione di un pentagramma.  

Sequenza di Fibonacci, ma viene dall’India 

La Sequenza di Fibonacci è stata scritta in India intorno al 200-300 a.C. e portata nel mondo occidentale intorno al 1200 d.C. Quella che oggi chiamiamo la sequenza di Fibonacci prende il nome da Leonardo Pisano Bonacci (alias Bigollo) di Pisa, un italiano nato nel 1175 d.C., che in seguito divenne noto come Leonardo Fibonacci.  

Il suo libro Liber Abaci, pubblicato nel 1202, ha introdotto questa sequenza nella matematica dell’Europa occidentale sotto forma di un problema di matematica sull’allevamento dei conigli.  

Lo apprese però mentre studiava in Nord Africa con un maestro arabo, dove fu esposto alla conoscenza molto precedente dei matematici indiani.  

Il Liber Abaci divenne un’influenza fondamentale nell’adozione da parte degli europei del sistema decimale arabo di conteggio sui numeri romani.  

La sequenza stessa era stata descritta già nel II o III secolo a.C. nelle opere di Acharya Pingala, un matematico indiano che enumerava i possibili schemi della poesia sanscrita che potevano essere formati da sillabe di due lunghezze. I contributi di Pingala e Fibonacci sono importanti, ma non è così evidente che qualcuno abbia mai realizzato la sua connessione con la sezione aurea fino al 1600, da Johannes Kepler e altri.  

La Divina Proporzione di Leonardo da Vinci 

Fu chiamato per la prima volta la “Divina Proporzione” nel 1500 quando Leonardo Da Vinci fornì le illustrazioni per una dissertazione pubblicata da Luca Pacioli nel 1509 intitolata “De Divina Proportione”. 

Questo libro contiene i disegni fatti da Leonardo da Vinci dei cinque solidi platonici. Gli artisti del Rinascimento usavano ampiamente il La divina proporzione nei loro dipinti e sculture per raggiungere l’equilibrio e la bellezza.  

Leonardo Da Vinci, ad esempio, lo usò per definire tutte le proporzioni fondamentali del suo dipinto “L’Ultima Cena”, dalle dimensioni della tavola a cui sedevano Cristo e i discepoli alle proporzioni delle pareti e delle finestre sullo sfondo.  

Anche Johannes Kepler (1571-1630), scopritore della natura ellittica delle orbite dei pianeti intorno al sole, fece menzione della “Divina Proporzione”, dicendo in proposito: “La geometria ha due grandi tesori: uno è il teorema di Pitagora; l’altro, la divisione di una linea in rapporto estremo e medio. Il primo lo possiamo paragonare a una misura d’oro; il secondo possiamo nominare un gioiello prezioso”.  

Proporzione aurea: la definizione definitiva 

Proporzione aurea è un termine stato coniato nel 1800 e si ritiene che Martin Ohm (1792-1872) sia stato il primo ad usare il termine “aurea” per descrivere il rapporto aureo. Nel 1815 pubblicò “Die reine Elementar-Mathematik” (The Pure Elementary Mathematics). Questo libro è famoso per contenere il primo uso noto del termine “goldener schnitt” (sezione aurea). La lettera greca phi (Φ) che indica il rapporto aureo e ha come valore 1,618, non è stato utilizzato fino al 1900 e fu il matematico americano Mark Barr ad usato la phi (Φ) per designare questa proporzione.  

A quel tempo questa proporzione onnipresente era conosciuta come la media aurea, la sezione aurea nonché la proporzione divina. Phi è la prima lettera del nome Fidia, che usava il rapporto aureo nelle sue sculture, ed è l’equivalente greco della lettera “F”, la prima lettera di Fibonacci. Phi è anche la ventunesima lettera dell’alfabeto greco e 21 è uno dei numeri della serie di Fibonacci.  

Apparizioni recenti di Phi in matematica e fisica continuano ad aprire nuove porte alla nostra comprensione della vita e dell’universo e lo schiudersi della di una più profonda consapevolezza della bellezza e della spiritualità nella vita.  

By |2021-09-29T09:23:02+02:00Settembre 27th, 2021|News|0 Comments

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