Quando abbiamo iniziato a muovere i primi passi in questo mondo, ormai più di vent’anni fa — sì, c’eravamo quando il web era ancora un neonato che faceva rumori strani col modem a 56k e per caricare una foto ci voleva il tempo di un pranzo domenicale — le cose erano decisamente diverse. Stamattina in agenzia, mentre il vapore del quinto caffè della giornata appannava leggermente gli occhiali di chi stava analizzando gli ultimi dati dei clienti, ci siamo guardati intorno e ci siamo detti che la pacchia dei social media per come li conoscevamo è finita davvero. Non è un annuncio funebre, sia chiaro; per noi di Florida Style è quasi una liberazione. Finalmente si smette di rincorrere il numeretto magico dei follower per tornare a parlare di persone, di storie e di quel benedetto valore che tutti citano ma che pochi mettono davvero nei post.
Comunque.
Il punto è che oggi non basta più “esserci”. È una frase che onestamente non abbiamo mai sopportato perché sa di rassegnazione, come se aprire una pagina Facebook fosse un obbligo di legge e non un’opportunità di business. In queste settimane di marzo, osservando i flussi di traffico e le interazioni dai nostri monitor — quelli con la cornice un po’ impolverata perché qui si lavora sodo e il tempo per la spolveratina del lunedì manca sempre — notiamo una stanchezza diffusa. Gli utenti sono stanchi dei contenuti fatti con lo stampino, delle grafiche coordinate che sembrano tutte uscite dallo stesso template sbiadito e di quel tono di voce asettico che non scalda il cuore a nessuno.
C’è un gran da fare dietro le quinte per rimettere in piedi strategie che funzionino davvero e non siano solo un bell’esercizio di stile. Bello, il progetto che abbiamo appena finito per un cliente del settore arredamento. Abbiamo passato ore a discutere se usare le solite foto da catalogo patinato. Alla fine, abbiamo deciso di buttare alle ortiche i post istituzionali per mostrare il disordine creativo del loro laboratorio: le mani sporche di colla, i trucioli di legno sul pavimento e quella luce radente che entrava dalle finestre alle sei di sera, proprio mentre stavano chiudendo bottega. Il risultato ci ha sorpresi, ma forse non avrebbbe dovuto. Le persone hanno iniziato a commentare non per chiedere il prezzo scontato del 20%, ma per raccontare la loro esperienza con il legno, per sentirsi parte di un processo artigianale che oggi è merce rara. Ecco, per noi questo è il web marketing che funziona, quello che “rimesta” le carte in tavola e non ha paura di sembrare imperfetto.
A proposito di imperfezione, l’altro giorno durante una riunione davanti alla nostra solita lavagna bianca piena di scarabocchi e post-it che non vogliono saperne di stare attaccati, ci siamo accorti che le aziende che ci chiedono aiuto sono spesso in ambasce perché non riescono più a bucare lo schermo. Ma come si fa a bucare lo schermo se siamo tutti diventati dei piccoli robot che pubblicano alle 09:00 precise perché “l’esperto” di turno ha detto che quello è l’orario migliore? Vabbè, per non divagare, il trend di questi ultimi mesi è chiaramente orientato alla video-creatività, ma non quella patinata da spot televisivo degli anni novanta. Parliamo di Reel e TikTok che mostrano la faccia, la voce e pure qualche strafalcione, perché è lì che scatta la scintilla della fiducia. Se non ci metti la faccia, oggi, sei un po’ fuori dal mercato.
C’è un arnese del mestiere che usiamo spesso qui in Florida Style: l’ascolto empatico. Non è un software, non costa mille euro al mese di licenza. È semplicemente la capacità di sedersi con il cliente e capire cosa lo fa svegliare la notte. Molti ci dicono: “I social non vendono più”. La nostra risposta è sempre la stessa: “Forse non stai vendendo tu, perché stai urlando in un mercato dove tutti sussurrano, o viceversa”. Il rumore di fondo è assordante. Per emergere bisogna avere il coraggio di essere divisivi, di avere un’opinione, di non piacere a tutti. Se piaci a tutti, probabilmente sei noioso. E la noia è il peccato mortale del digital marketing moderno.
Tra l’altro, guardando i dati dell’ultima settimana, abbiamo notato che il tempo di permanenza sui post puramente informativi sta calando, a favore di quelli che raccontano un fallimento o una lezione imparata. La gente vuole vedere il sangue e le lacrime, metaforicamente parlando. Vuole sapere che dietro quel logo colorato ci sono persone che sbagliano, che imprecano quando il server va giù e che festeggiano con una pizza fredda quando un obiettivo viene raggiunto. Noi lo facciamo spesso. Se passate nei nostri uffici verso le sette di sera, è facile trovare qualcuno che discute animatamente su un colore, mentre l’odore del caffè si mischia a quello della carta dei cartoni della pizza.
Questo arnese del mestiere chiamato “social media management” sta cambiando pelle anche per quanto riguarda l’advertising. Non si può più pensare di lanciare due sponsorizzate a caso. Noi di Florida Style ci siamo accorti che le campagne che performano meglio sono quelle che portano l’utente in un ecosistema proprietario. In agenzia lo chiamiamo il “metodo del porto sicuro”. I social sono il mare agitato, il feed è un oceano pieno di squali che cercano l’attenzione del tuo cliente. Il tuo sito web deve essere la banchina dove finalmente si conclude l’affare in santa pace.
Insomma, per farla breve, se senti che la tua strategia social sta annaspando, se ti sembra di lanciare messaggi in una bottiglia nel mezzo del Pacifico, forse è solo perché stai usando un linguaggio che non ti appartiene. Noi siamo qui da vent’anni. Ne abbiamo viste passare di mode: dai poke di Facebook (che ricordi bizzarri!) ai balletti improbabili di TikTok. Ma una cosa non è mai cambiata: la voglia delle persone di connettersi con altre persone. Non con dei loghi, non con dei bot, non con delle risposte automatiche “grazie per il commento, ti scriveremo in privato”.
Se anche tu hai voglia di capire come possiamo dare una scossa alla tua presenza online e tornare a far sentire la tua voce in modo umano e strategico, beh, noi siamo pronti. Magari davanti a un caffè (promettiamo che la macchinetta dell’ufficio fa un rumore infernale ma il caffè è buono, lo prendiamo da un torrefattore locale che la pensa come noi).
Ti aspettiamo qui per iniziare a rompere gli schemi sul serio: https://www.floridastyle.it/contatti/



